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Il libro “Storia segreta dei Templari” presentato a Vetralla

Con la cordiale accoglienza del Circolo dei Lettori della Biblioteca di Vetralla, e di un pubblico molto interessato all’argomento, venerdì 13 novembre è stato presentato il libro “Storia segreta dei Templari“, di Enzo Valentini (Newton Compton Editori, Roma 2014).
Di seguito alcuni momenti dell’incontro, nelle foto di Anna Staccini, che ringraziamo per la cortesia.

Intervista video pubblicata sul blog “Aliante Tuscia”


Il blog “Aliante Tuscia” ha pubblicato un’intervista video a Enzo Valentini, autore di “Storia segreta dei Templari”.

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Nazareth, Templari, Angeli e Loreto


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La Santa Casa di Nazareth a Loreto (Fonte: Wikipedia)

Pagg. 318-319: «Fra tutte, la chiesa più importante è il santuario di Loreto, nelle
Marche: secondo una “pia credenza” la casa di Nazareth sarebbe stata trasportata, dalla Terrasanta in Italia, a opera di forze soprannaturali, probabilmente dagli angeli e per questo motivo la Madonna di Loreto è la santa patrona degli aviatori. Con tutta probabilità, invece, il trasporto della Santa Casa in Italia venne finanziato dagli Angeli Comneno (ecco quindi spiegata confusione con gli esseri angelici), nobili bizantini imparentati con i de la Roche, famiglia francese a cui appartenne, fra gli altri, il templare Amaury, maestro di Francia dal 1265 al 1274.
Il progetto di trasferire in terra cristiana la casa di Nazareth nacque sul finire del XIII secolo, sicuramente per non farla cadere in mano al sultano Baibars, che in poco tempo aveva sottratto ai franchi quasi tutta la Terrasanta.
La parte tecnica e logistica dell’operazione fu affidata ai cavalieri del Tempio, gli unici che all’epoca avevano una struttura organizzativa in grado di smontare pietra per pietra il piccolo edificio, trasportarlo in sicurezza in Italia sulle proprie navi e rimontarlo all’arrivo. Inoltre Nazareth si trovava a pochi chilometri di distanza da Athlit (Castel Pellegrino), imprendibile fortezza templare sulla costa in cui potevano trovarsi sia gli uomini che i mezzi necessari per l’operazione. A tutto ciò è da aggiungere lo stretto legame della famiglia de la Roche con l’Ordine.
Il ricordo tangibile di questa vicenda potrebbe essere rappresentato da cinque croci di panno rosso ritrovate tra le pietre della Casa, insieme a due monete con l’effige di Guy II de la Roche, duca di Atene dal 1285 al 1308».


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Presentazione di “Storia segreta dei Templari” a Civitavecchia


Grazie all’ospitalità dell’Università della terza Età di Civitavecchia, mercoledì 25 marzo verrà presentato il libro Storia segreta dei Templari” (Newton Compton Editori, Roma 2014). L’autore, Enzo Valentini, ha recentemente tenuto presso la sede dell’UTE di Civitavecchia un corso di storia medievale dal titolo “Medioevo: il pensiero e la società”.
L’appuntamento è per mercoledì 25 marzo (ore 17,00) in via Frangipani 6 a Civitavecchia.

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Missale Vetus ad usum Templariorum


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Missale Vetus ad usum Templariorum (Fonte: Artemagazine)

Pagg. 313-314: «Di libri liturgici appartenuti all’Ordine del Tempio, secondo le ricerche di Cristina Dondi, esistono due esemplari conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e presso l’Archivio Capitolare della cattedrale di Modena, mentre un terzo, di attribuzione templare incerta, è alla British Library di Londra.
Il manoscritto di Modena, interessante non solo per il contenuto ma anche per la realizzazione grafica, è comunemente conosciuto come Missale Vetus ad usum Templariorum, secondo la definizione attribuitagli nel XIX secolo dall’archivista modenese Ferdinando Bassoli. Si tratta di un sacramentario, ossia di una raccolta delle preghiere che l’officiante recita nel corso della Santa Messa, iniziato tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII e composto da duecentoventuno fogli membranacei.
I primi sette fogli contengono un calendario liturgico in cui sono registrati i decessi di molti personaggi autorevoli, tra cui i primi tredici maestri generali del Tempio fino a Guglielmo di Sonnac (1171), di fra’ Pietro da Montecucco, precettore della domus di Modena (16 maggio), di Filippo II Augusto, re Francia (14 luglio 1223); molti sono i santi ricordati, in particolare quelli venerati in modo specifico nell’Ordine, come san Tommaso Becket (ucciso il 29 dicembre 1170), o san Bevignate (12 maggio) che, benché mai canonizzato, veniva considerato tale dai templari e dagli abitanti di Perugia.
Un’annotazione in scrittura corsiva, posta sul primo foglio, racconta il motivo per cui il manoscritto era in possesso dei templari di Modena:
“A futura memoria frate Enrico da Fiorenzuola Arnaldo allora cappellano della casa della Milizia del Tempio di Reggio su decisione e ordine di frate Alberto di Canellis allora precettore delle case del Tempio della Lombardia diede e passò a frate Pietro da Montecucco precettore della casa del Tempio di Modena un epistolare e un evangelistario e un antifonario diurnale e un messale coperto di […] parmilie il quale appartenne alla casa del Tempio di Reggio.
Di nuovo, a futura memoria di frate Giovanni da Brescia allora precettore della casa del Tempio di Reggio su ordine di frate Bianco da Pigazzano generale precettore delle case della milizia del Tempio in Italia in presenza del signore Giacomo cappellano della casa di Reggio e di frate Giacomo gran maestro di Piacenza diede passò e assegnò a Bartolomeo nunzio di frate Pietro da Modena un antifonario notturno e un epistolario e un salterio piccolo”.

Nel seguito l’elenco enumera una lunga serie di oggetti sacri che, insieme ai libri, facevano parte della donazione della precettoria di Reggio Emilia a quella di Modena.
Tra il 1271 e il 1285 l’Ordine si era appena insediato nella nuova casa modenese, intitolata a sant’Ambrogio, sul fiume Panaro. Dal momento che mancavano ancora i libri e gli arredi sacri per la chiesa della precettoria, il maestro di Lombardia (o d’Italia) Alberto da Canelli decise che sarebbero stati i templari di Mucciatella, domus a pochi chilometri da Reggio Emilia, a fornire quanto necessario consegnando una parte dei volumi in loro possesso, come specificato nello stesso foglio dell’annotazione: “Questi sono i libri di Mucciatella”. Oltre a offrire interessanti notizie sulle relazioni tra precettorie e i nomi di alcuni cavalieri, l’episodio dimostra quanto fosse consistente la biblioteca templare di Modena, della quale faceva parte il Missale Vetus, ma anche la ricchezza di quella di Reggio Emilia, se poteva permettersi di privarsi di un certo numero di volumi per farne dono ad altri fratelli».

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