Archivi categoria: Approfondimenti

Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.500 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 4 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Annunci

Il Tempio di Salomone


800px-SWqanatirTempleMount

Tempio di Gerusalemme: ingresso alla spianata delle moschee (Fonte: Wikipedia).

Pagg. 30-32: «Il crescente aumento dei cavalieri e la necessità di ufficializzare la confraternita portò Hugues a cercare l’appoggio di Baldovino II di Gerusalemme, il quale accolse benevolmente la richiesta. Durante il Concilio di Nablus del 1120 il re approvò l’attività dei futuri templari e, avendo spostato la sua residenza nel Palazzo di Davide, concesse loro il precedente palazzo reale, situato sulla cosiddetta “Spianata del Tempio”. Da questa nuova sede essi presero il nome di “Poveri cavalieri del Tempio di Salomone” o, più semplicemente “cavalieri del Tempio” o “templari”, nomi con cui sono stati sempre identificati.
La Spianata del Tempio, ubicato nel quartiere detto “La Moria”, era il luogo più importante della Città Santa, poiché occupava l’area in cui il famoso re Salomone aveva fatto costruire il suo maestoso edificio, distrutto poi nel 588-587 a.C. dal re babilonese Nabucodonosor. Circa cinquanta anni più tardi (535 a.C.) gli ebrei iniziarono la ricostruzione del tempio, che Erode il Grande volle più imponente e maestoso del precedente.
Sotto l’occupazione romana, nel 70 d.C., questo venne distrutto e incendiato dall’imperatore Tito, mentre un altro imperatore, Adriano, fece costruire nel 119 un monumento dedicato a Giove Capitolino. Questo edificio venne abbattuto sotto Costantino, quando nel 332 emanò un editto che ordinava la demolizione di tutti i templi idolatri.
Nel 363 Giuliano l’Apostata, per accontentare gli ebrei, rimasti privi di luoghi di culto, ordinò la costruzione dell’ennesimo tempio, sulle rovine del precedente: i lavori erano appena iniziati quando l’edificio crollò completamente. Ogni altra idea di riedificazione venne accantonata e l’area venne utilizzata come discarica.
Sulla Spianata del Tempio, lungo il lato meridionale, è visibile l’antico refettorio templare, che oggi ospita il Museo Islamico, nei pressi del quale si trova una iscrizione, purtroppo rovinata, in cui è ancora possibile leggere: «erat […] Militia Tēpli : sit»; sul fianco sinistro del refettorio è addossata la moschea di Al Aqsa, mentre quella di Omar è situata al centro della Spianata.
Quest’ultima, voluta dal califfo Omar, tra il 687 e il 691, è l’unica in Terrasanta a pianta ottagonale. Dopo la presa di Gerusalemme, i crociati costruirono un altare al suo interno, innalzarono una grande croce d’oro sulla cupola, anch’essa dorata, e trasformarono l’edificio in chiesa col nome di Templum Domini. È anche detta “Cupola della Roccia” poiché al suo interno è conservato un masso sul quale, secondo la tradizione, Giacobbe si addormentò e ricevette la visione della scala. Quando, nel 1187, Saladino riprese la Città Santa, la croce e l’altare furono rimossi e tutta la zona venne purificata con l’aspersione di acqua di rose.
L’altra moschea, Al Aqsa, la cosiddetta “moschea lontana”, ricorda il volo notturno che Maometto fece dalla Mecca a Gerusalemme, trasportato da Buraq, il bianco destriero mistico venuto dal Paradiso islamico. Venne edificata dal califfo al-Walid (709-715) ma, distrutta da due terremoti, fu ricostruita dal califfo al-Mahdi nel 780. Il terremoto del 1033 la distrusse nuovamente; il califfo az-Zahir la fece riedificare, riducendo però a sette le quindici navate laterali.
Dal 1104 al 1120 ospitò la corte dei re di Gerusalemme; successivamente Baldovino II cedette l’intera area della Spianata ai cavalieri templari, che vi rimasero fino alla conquista della città da parte di Saladino.
Un pellegrino tedesco, Teoderico da Würzburg, che fu in Terrasanta tra il 1169 e il 1175, ci fornisce una ampia descrizione della magnificenza della sede templare di Gerusalemme, da lui visitata nel 1172:

1379579_889463094445752_5203339026176721769_n

Ricostruzione del Tempio di Gerusalemme (Fonte: © Temple de Paris)

“Poi, a meridione, viene il Tempio di Salomone che è oblungo e sostenuto da colonne interne come una chiesa, e alla fine è rotondo come un santuario e sovrastato da una grande cupola, cosicché, come ho detto, assomiglia ad una chiesa. Questa costruzione, con tutti i suoi annessi, era passata nelle mani dei cavalieri del Tempio che stanno sempre in guardia per sorvegliare e proteggere il paese, e che abitavano in essa e negli altri edifici contigui, contenenti molti magazzini di armi, di cibi e di vestiari. Sotto di essi ci sono le stalle per i cavalli costruite da re Salomone stesso nei giorni andati; una meravigliosa e intricata costruzione poggiante su pilastri e contenente un’infinita complicazione di archi e di volte, la quale dichiaro, secondo il nostro calcolo, potrebbe contenere diecimila cavalli con i loro stallieri. Nessun uomo potrebbe con un solo tiro di balestra scagliare una freccia da un capo all’altro dell’edificio sia longitudinalmente che per traverso. Sopra di esso abbondano le stanze: appartamenti pieni di luce ed altri ambienti adatti a tutti gli usi. Coloro che camminano sul tetto scopriranno un’abbondanza di giardini, cortili, anticamere, vestiboli e di cisterne per l’acqua piovana, mentre di sotto l’edificio contiene uno stupefacente numero di bagni, depositi, granai, e magazzini di legname e di altre necessarie provviste. Dall’altro lato del palazzo, cioè sul lato occidentale, i templari hanno eretto una nuova costruzione. Potrei dare le misure della sua altezza, e della lunghezza ed ampiezza delle sue cantine, dei suoi refettori, scale e del tetto che si alza in alto e che è diverso dai tetti piatti di questo paese; ma anche se lo facessi, i miei ascoltatori difficilmente potrebbero credermi. I cavalieri hanno costruito un nuovo chiostro oltre a quello che avevano dall’altra parte dell’edificio. Inoltre essi stanno costruendo le fondamenta di una nuova chiesa di magnifiche proporzioni e fattura a lato della corte maggiore. Non è facile per nessuno farsi un’idea del potere e della ricchezza dei templari perché loro e gli ospitalieri hanno preso possesso di quasi tutte le città di cui un tempo era arricchita Gerusalemme e che sono state distrutte dai romani, ed essi hanno costruito dovunque castelli e li hanno colmati di guarnigioni; e tutto ciò oltre alle numerosissime o, piuttosto, infinite proprietà che è risaputo che essi possiedono in altre terre” (1)».

(1) T. Tobler, Theodorici Libellus de Locis Sanctis editus circa A.D. 1172, s. e., St. Gallen-Paris 1865, p. 61.


I cavalieri teutonici al Lago Peipus


Alexander_nevskiy_ice_battle3

Una scena della battaglia del Lago Peipus (da una miniatura del XIV secolo) (Fonte: Wikipedia)

Pagg. 353-354: «Nel corso della loro storia i teutonici furono protagonisti di due celebri battaglie, passate alla storia anche per la successiva propaganda politica che amplificò la reale portata dei combattimenti.
La prima è quella cosiddetta “del lago ghiacciato”, svoltasi il 5 aprile 1242 al confine tra Estonia e Russia, sullo stretto passaggio ghiacciato che collega il lago dei Cindi, a nord, con quello di Pskov (insieme i due laghi prendono il nome di Lago Peipus).
Nel progetto di conquista verso est, nell’autunno 1240 i teutonici erano riusciti a conquistare le città russe di Pskov, Izborsk e Koporye, arrivando fino a Novgorod, capitale dell’omonima repubblica.
La reazione russa venne affidata al giovane principe Alessandro Nevskij che, con un esercito formato per la maggior parte di contadini e pescatori affiancati da arcieri e cavalieri mongoli, affrontò il nemico, costituito da teutonici, portaspada di Livonia e mercenari estoni e danesi. Questi ultimi erano comandati dal gran maestro Gerhard von Malberg (1200-1246), che per discordie interne fu poi costretto ad abbandonare l’Ordine teutonico nel 1244, entrando in quello templare.
Mentre la fanteria del principe assorbiva il primo scontro con la cavalleria nemica, i mongoli e il resto dell’esercito russo assalirono la retroguardia tedesca, costringendola verso il centro del lago: sotto il peso degli uomini, dei cavalli e delle loro pesanti armature, la calotta ghiacciata, già assottigliata dal disgelo primaverile, si frantumò inghiottendo tutti coloro che cercavano scampo per quella via di fuga.
Le cronache sono discordanti sia sulle forze in campo che sulle perdite di entrambi gli schieramenti; in ogni caso l’evento segnò la fine di ogni mira espansionistica tedesca verso i territori orientali e fu considerato, da parte russa, come una grande battaglia per la difesa della nazione: il principe Nevskij, nel 1547, venne addirittura dichiarato santo dalla Chiesa ortodossa. Nel 1938 il regista russo Eisenstein celebrò la sconfitta teutonica con il film Aleksandr Nevskij, che fu utilizzato in chiave propagandistica russa nei confronti del regime nazista».


Quick Info


Nazareth, Templari, Angeli e Loreto


1024px-Santuario_della_Santa_Casa_in_Loreto_-_Casa_Santa

La Santa Casa di Nazareth a Loreto (Fonte: Wikipedia)

Pagg. 318-319: «Fra tutte, la chiesa più importante è il santuario di Loreto, nelle
Marche: secondo una “pia credenza” la casa di Nazareth sarebbe stata trasportata, dalla Terrasanta in Italia, a opera di forze soprannaturali, probabilmente dagli angeli e per questo motivo la Madonna di Loreto è la santa patrona degli aviatori. Con tutta probabilità, invece, il trasporto della Santa Casa in Italia venne finanziato dagli Angeli Comneno (ecco quindi spiegata confusione con gli esseri angelici), nobili bizantini imparentati con i de la Roche, famiglia francese a cui appartenne, fra gli altri, il templare Amaury, maestro di Francia dal 1265 al 1274.
Il progetto di trasferire in terra cristiana la casa di Nazareth nacque sul finire del XIII secolo, sicuramente per non farla cadere in mano al sultano Baibars, che in poco tempo aveva sottratto ai franchi quasi tutta la Terrasanta.
La parte tecnica e logistica dell’operazione fu affidata ai cavalieri del Tempio, gli unici che all’epoca avevano una struttura organizzativa in grado di smontare pietra per pietra il piccolo edificio, trasportarlo in sicurezza in Italia sulle proprie navi e rimontarlo all’arrivo. Inoltre Nazareth si trovava a pochi chilometri di distanza da Athlit (Castel Pellegrino), imprendibile fortezza templare sulla costa in cui potevano trovarsi sia gli uomini che i mezzi necessari per l’operazione. A tutto ciò è da aggiungere lo stretto legame della famiglia de la Roche con l’Ordine.
Il ricordo tangibile di questa vicenda potrebbe essere rappresentato da cinque croci di panno rosso ritrovate tra le pietre della Casa, insieme a due monete con l’effige di Guy II de la Roche, duca di Atene dal 1285 al 1308».


quick info


 

Il sacrificio templare a Damietta (1218)


Capturing_Damiate

Battaglia navale davanti alla Torre di Damietta
(Cornelis Claesz Van Wieringen, 1625) (Fonte: Wikipedia)

Pag. 75: «Durante la quinta crociata, nel maggio del 1218, insieme all’esercito franco, i cavalieri del Tempio erano impegnati nel tentativo di conquistare la Tour de Cosbarie che, con una lunga catena di ferro, impediva il transito sul braccio del Nilo in direzione del porto di Damietta.
Dopo inutili tentativi
“i templari presero una delle loro cocche e vi caricarono quaranta fratelli del Tempio ed altri soldati, così da essere trecento in tutto. Quando arrivò il vento a favore partirono risalendo contro corrente il fiume per urtare la catena e spezzarla. Ma quando furono nei pressi, gli uomini della città e della torre li accolsero con colpi di petriere e di mangani […] così che i timonieri si sconcertarono e non condussero bene la cocca […]. La corrente la prese e la portò contro la città […]. Quelli della cocca se ne accorsero, ammainarono la vela e gettarono l’ancora e si trovarono in mezzo al fiume. I saraceni salirono a bordo […] che furono ben duemila uomini e quando i templari si erano messi sotto il tavolato videro che non c’era possibilità di fuga, vollero morire al servizio di Nostro Signore distruggendo i suoi nemici. Allora presero delle scuri e ruppero il fondo della cocca che affondò e annegarono più di centosessanta cristiani e dei saraceni più di millecinquecento” (1)».

(1) L’estoire de Eracles Empereur et la conqueste de la Terre d’Outremer, in Recueil des Historiens des Croisades – Historiens occidentaux, t. II, Imprimerie Royale, Paris 1859, p. 327.

Assedio di Damietta durante la Quinta Crociata
(Matthew Paris, Chronica Majora, secolo XIII, XVI, fol. 55v) (Fonte: Wikipedia).