Il castello templare di Baghras, nel Regno di Armenia


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pp. 98-99: «Nel regno d’Armenia, situato al confine meridionale dell’impero bizantino, il castello più importante era quello di Gastum, in arabo Baghras. Imad ad-Din, segretario di Saladino, ne fornisce una colorita descrizione:

Baghras è un castello che, nelle calamità, risponde all’appello della vicina città di Antiochia. Noi lo scorgemmo che si innalzava su una sommità inespugnabile, su una rocca irraggiungibile, che toccava il cielo: superava la costellazione dei gemelli; penetrando nelle forre scalava le montagne, innalzava le sue mura fra le nubi immerse nella nebbia, inseparabile dalle nubi, sospeso, al cielo e alla luna […]. Nessuno aspirava a salirvi. Era un castello dei templari, riparo delle iene, foresta popolata di belve, soggiorno dei loro briganti, antro dei loro corridori, rifugio da dove provenivano le calamità che essi (i templari) causavano, luogo da dove uscivano le disgrazie, faretra delle loro frecce, cima abitata dagli spiriti.

Altri cronisti musulmani, più semplicemente ma in modo non meno efficace, parlano di una cittadella ben fortificata e inespugnabile, che disponeva di una numerosa guarnigione e di potenti macchine da difesa; dalle parole di questi scrittori traspare chiaramente la grandezza di questa fortezza, ma soprattutto il timore che essa incuteva nell’animo di chi si trovava a doverla assediare.
Quando Saladino la conquistò, nel 1188, al suo interno furono rinvenuti nei magazzini dodicimila sacchi di farina, cifra che rende bene l’idea della ricchezza del castello.
Questa fortezza, da cui dipendevano quelle minori di Roche-Guillaume, Port Bonnel, La Roche Roissel e Trepessac (in arabo Darbsaq), cadde definitivamente in mano musulmana nel 1268».

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Fonte: Castles.nl


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2 risposte a “Il castello templare di Baghras, nel Regno di Armenia

  1. Per me supera tutti i libri con stesso soggetto fin’ora editi, che non hanno il giusto equilibrio di Enzo nell’esporre vicende e descrivere personaggi. Vorrei chiedere all’autore se c’è relazione fra la scelta dei Templari dei luoghi dove costruire commende e la presenza di antichi santuari dedicati alla Dea Madre, come sostenuto nel libro “il sorriso della sirena”, che tratta di itinerari a carattere sacro nella Tuscia.

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  2. Le precettorie templari venivano fondate secondo esigenze materiali ben precise, come la viabilità, la presenza di fonti approvvigionamento o di produzione, la vicinanza a centri di potere politico o mercantili. Non bisogna dimenticare che i templari erano molto pratici e privilegiavano le situazioni che potevano essere utili allo svolgimento della loro missione: la sicurezza delle vie di pellegrinaggio e la difesa dei Luoghi Santi.

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